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Semplicemente, Pegaso Z-103 - Parte 1

Dopo due anni di articoli su "La Escuderia", finalmente è arrivato il momento di provare un Pegaso. Inoltre, non è un'unità normale, se così si può definire, ma siamo davanti al canto del cigno del marchio del cavallo alato, davanti all'unico Z-103 teoricamente finito. Questa rarità verrà visualizzata su un server in modo che tu possa vederla e ascoltarla.

Wifredo Ricart tornò in Spagna nel 1945 dall'Alfa Romeo. Il suo ritorno è dovuto alle promesse di mezzi tecnici e soprattutto economici di Suances per creare il "CETA" (Centro di Studi Tecnici Automobilistici, 1946), motore del futuro sviluppo industriale nazionale. Questo gli permette di circondarsi di molti dei suoi ex colleghi del marchio milanese, che vengono a farsi carico di ricostruire l'industria automobilistica spagnola molto fatiscente.

Nel 1946 viene anche creata l'ENASA, alla cui guida viene nominato amministratore delegato l'ingegnere spagnolo, che rimarrà in tale carica fino al 1958. Ricart concluderà la sua giornata professionale alla guida della Lockheed France, azienda dedicata ai sistemi frenanti in cui lavora e costruirà una fabbrica ultramoderna vicino a Parigi, precisamente a Beauvais.

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pegaso z-103
Tutti conoscono e apprezzano i Pegaso sportivi di Ricart, nonostante la loro affidabilità.

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[citazione]Il nostro protagonista ha vagato da una parte all'altra degli stabilimenti e degli stabilimenti del gruppo; nessuno sapeva bene dove parcheggiarlo, nemmeno cosa fare con "quello"...[/ su_quote]

Ma se c'è qualcosa per cui il tifoso classico riconosce W. Ricart, è per essere stato a capo del progetto di auto sportiva “Z” dai primi anni Cinquanta fino al 50, anno in cui fu ufficialmente cancellato.

In totale, escono dalla fabbrica circa 86 vetture dei modelli Z-102 e Z-103 - di queste ultime solo due spider e due berlineta. Attualmente, delle 86 vetture prodotte sopravvivono in ordine di marcia tra 45-50; un'altra dozzina, forse una quindicina di giorni, sono in diverse fasi di restauro o recupero, mentre tra i 17 ei 20 esemplari sono stati demoliti.

Di tutti loro esiste un solo modello finito Z-103; Voglio dire, con il motore Z-104 montato. È l'unità grazie alla quale lei, signor Lettore, si arricchirà in seguito. Le persone fuori dalla Pegaso e dai più moderni stabilimenti IVECO sanno poco o nulla dei diversi eventi che hanno permesso la loro conservazione fino ad oggi...

auto pegaso z102
Era anche giovane: qui lo vediamo alla fine degli anni '50, prima di partire per Parigi

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La Movida Madrileña, ovvero le svolte che prende la vita

Alla fine degli anni Ottanta, quando ancora indossavo pantaloncini corti, mio ​​padre decise che il modo migliore per premiare il successo negli studi dei suoi figli non era altro che permettere loro di guadagnarsi da vivere durante l'estate nell'azienda di famiglia, imparando da me passare un commercio dalla base. A tal fine si staccò totalmente da noi e ci pose come pedine o assistenti di uno dei suoi ufficiali, che, lungi dal trattarci come il "figlio del capo", ci incoraggiava come uno di più.

Tra le altre fabbriche, i miei primi lavori estivi sono stati effettuati nello stabilimento "Pegaso" di Madrid situato in viale Aragón 402. Conoscevo perfettamente il posto poiché molte erano state le precedenti occasioni in cui avevo accompagnato mio padre, con così tanto solo 8 o 10 anni, per consegnare i materiali. All'inizio degli anni '90 avevo già tra le 4 e le 6 estati di esperienza, e cominciavo a vedere il mondo da una prospettiva diversa...

Da queste date Faccio tesoro dei primi ricordi dei "Pegasin", vederlo sempre in piedi in diversi punti della fabbrica o negli uffici centrali vicino a Plaza Castilla a Madrid, in qualche occasione accompagnato da un altro suo fratello. Anche in quel periodo scoprii, sempre per mano di mio padre, che Hispano Suiza aveva fatto più cose oltre alle automobili; un giorno riuscì a salvare dal rottame “intremis” un motore aeronautico che attualmente è esposto al museo IVECO.

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pegaso z-103
Pegaso è stata finalmente venduta agli italiani… (Foto: J. Sáinz de la Maza)
pegaso z-103
Anche se con un glorioso passato alle spalle (Foto: J. Sáinz de la Maza)

Sono stati momenti convulsi e delicati. L'ENASA, Pegaso, era sull'orlo di un'imminente privatizzazione che sarebbe finalmente avvenuta nel 1990 quando la società italiana IVECO acquistò inizialmente il 60% delle azioni dell'ente statale fino ad allora spagnolo.

Le fabbriche avevano bisogno di competere a livello internazionale e produrre un prodotto moderno e redditizio. La situazione non era facile per i nuovi titolari italiani: tanto personale, poca automazione e un sistema produttivo completo per innumerevoli componenti. Basti pensare che l'ENASA ha prodotto praticamente tutte le parti Troner.

Nel frattempo, il nostro protagonista si aggirava da una parte all'altra degli stabilimenti e degli stabilimenti del gruppo; nessuno sapeva bene dove parcheggiarlo, nemmeno cosa fare esattamente con "esso", che in realtà era un legame inequivocabile con un passato autarchico e dittatoriale.

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Padrini d'eccezione

Comunque sia, allo Z-103 è sempre piaciuto un padrino o un angelo protettivo. A poco a poco si è salvato, anche se tante volte i motivi non erano dei più sinceri... Fatto sta che è sopravvissuto fino ad oggi. In un primo momento fu lo stesso Ricart a tenerlo, e fatto sta che l'ingegnere spagnolo non abbandonò mai completamente Pegaso, come si legge nella cronaca del signor Barlow sulla visita che fece nel 1968 alla fabbrica di Madrid e nella quale descrive come parte di La vecchia guardia di Wifredo si è occupata del patrimonio vivente della Z.

Dagli anni '90 fino agli anni 2000, un nome illustre nel mondo di Hispano Suiza e Pegaso è stato, in qualche modo, responsabile. Stiamo parlando di Manuel Lage. La sua squadra, con lui al timone, era incaricata di proteggere, ordinare, diffondere e, in molti casi, digitalizzare gran parte delle informazioni riguardanti le auto sportive Z. Piani e rapporti, tra l'altro, hanno fatto tesoro della storia dell'azienda e anche il da “La Hispano Suiza”.

All'interno di quel grande patrimonio c'erano anche due unità autovetture Pegaso: la nostra protagonista, l'unica Z-103 dotata di motore Z-104; e la berlinetta Z-102 Touring 1a serie (BT1) rif. 41, immatricolazione BI-19111, acquistata nel 1984 per restaurarla ed esporla.

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Preziosi carburatori quadrupli Weber su un motore un po' più convenzionale rispetto al suo predecessore (Foto: J. Sáinz de la Maza)

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La verità è che il nostro Z-103, forse perché è il veicolo con il maggior valore storico, è sopravvissuto senza troppi problemi. L'Unità Z-102, invece, è stata inizialmente trasferita al Museo di Salamanca per il suo restauro ed esposizione; Attualmente è parzialmente smantellato, ceduto temporaneamente alla Fondazione Jove de la Coruña insieme a parte del resto del patrimonio e in attesa di una decisione sul suo futuro.

Repliche? Chi lo direbbe!

Il nostro protagonista è rimasto così a galla, navigando nei processi convulsi conseguenti all'acquisizione dell'ENASA. Inoltre, nel 1991, già sotto la guida di IVECO, Fu autorizzata la fabbricazione di dodici sue "repliche". In realtà si trattava di rifacimenti estetici dotati di motore Rover V8, con cambio Alfa-Romeo del modello 75 montato, come nell'originale, sull'asse posteriore. Nell'ambito di questo progetto, la "Pegasin" è stata inviata direttamente al costruttore inglese IAD per prelevare gli stampi dalla carrozzeria e copiare alcuni elementi essenziali come il telaio.

In scoop dirò che durante lo smontaggio delle ruote per la riparazione dei freni sono apparse diverse targhette in alluminio con numeri scritti a mano. Inizialmente si pensava che fossero targhe di manifattura Serra o Pegaso, poste lì allo scopo di identificare l'operatore; ma dopo essersi consultati con persone vicine alla storia, si concluse che erano stati collocati dai Britanni prima di smontare.

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auto pegaso z102
Prima di fare una passeggiata, devi conoscere i segreti della bestia (Foto: J. Sáinz de la Maza)

Per quanto riguarda il contesto storico, non commenterò Jesús Bonilla o Andrés Ruiz, né scriverò esattamente come loro. Consiglio a tutti i lettori di acquistare Classic Motor e di arricchirsi con queste informazioni; Da parte mia, mi concentrerò d'ora in poi sulla nota manutenzione dello Z-103 dagli anni ottanta ad oggi e sul suo collaudo dinamico. Perché sì, avete letto bene, l'auto è stata guidata da un server.

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Antonio Silva

scritto da Antonio Silva

Mi chiamo Antonio Silva, sono nato a Madrid nel 1973. Grazie alla mia azienda ho potuto conoscere in prima persona tutte le case automobilistiche nazionali e alcune europee, oltre a molte delle fabbriche di componenti, questa non essendo altro che uno stimolo in più per il mio hobby... Scopri di più

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