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FIAT 8V. L'inaspettata creazione di Dante Giacosa con otto cilindri

I progetti di Dante Giacosa per FIAT sono sempre stati abbinati alla praticità necessaria in qualsiasi attività automobilistica del mercato di massa. In questo senso è ricordato per essere il padre di modelli come la 500, la 600 o la 126. Tuttavia, fu anche il principale promotore di un modello più vicino agli approcci di Jaguar o Maserati che di FIAT. Stiamo parlando della FIAT 8V. L'inaspettata vettura sportiva della casa italiana creata da zero nel 1952.

Insieme ad altri come Vittorio Jano, Dante Giacosa è stato uno dei principali ingegneri nella storia del motorsport italiano. Strettamente legato alla FIAT, i suoi progetti spaziano dall'aviazione ai veicoli militari passando per lo sviluppo della 600. Una pietra miliare di tale caratura da catapultarlo dal tavolo del design a quello del consiglio di amministrazione dell'azienda Agnelli. Essendo quindi fondamentale nelle deliberazioni su quali modelli portare in serie. In tal senso Giacosa si è sempre contraddistinto per uno spiccato istinto per la praticità.

Sapendo che nell'Italia degli anni Cinquanta lo spettro sportivo era già coperto da allenatori come Abarth nel primo scaglione alla Scuderia Ferrari nel più alto, Dante Giacosa ha optato per vetture di grande serie. Quindi le cose, i suoi non sono solo i FIAT 500 e 600, ma anche le berline 1100, 1800 e 2100. Massimo lusso da lui concesso ai suoi progetti. Dal momento che nella sua lista spiccano soprattutto quelle utilitaristiche, responsabili anche della 850 e della 126. Tutti modelli popolari venduti a milioni con la missione di motorizzare la nuova borghesia.

La verità però è che nella storia di questo influente e disciplinato ingegnere c'era spazio anche per l'esclusiva. Tanto che, pur cozzando con la biografia del personaggio, Dante Giacosa fu il principale promotore di una delle FIAT più rare di tutti i tempi: la 8V. Un'auto sportiva caratterizzata dal suo comportamento agile e competitivo. Vincitrice del Campionato Italiano Turismo nella classe 2 litri dal 1954 al 1959. Di cui solo 114 esemplari serviti tra il 1952 e il 1954.

FIAT 8V. LA PERLA INASPETTATA DI UN MARCHIO MASSICCIO

Quando la FIAT lanciò la 1955 nel 500, aveva ragione su quello che interi paesi come l'Italia - e poi la Spagna - chiedevano nello scenario del dopoguerra. Un mezzo semplice, economico e pratico per offrire il trasporto privato ai milioni di famiglie che, a poco a poco, stavano entrando nella società dei consumi. Un'intera rivoluzione nella storia dell'automobile, che finalmente cominciava ad essere massiccia in Europa. Tuttavia, In mezzo a questa euforia dello sviluppo, c'era ancora spazio per i veicoli sportivi più esclusivi.

Negli anni Cinquanta in Italia questa lacuna fu colmata soprattutto dall'Alfa Romeo, anche se marchi come OSCA, Maserati e Ferrari si occupavano di nicchie più specifiche. In questo contesto, l'ultima cosa che ci si aspettava dalla generale e massiccia FIAT era la produzione di un'auto sportiva con una breve corsa creata da zero. Per questo motivo riviste come Road & Trac hanno definito la FIAT 8V come la "La più grande sorpresa dell'anno" al Salone di Ginevra del 1952. Ed è proprio lì che, tra le utilitarie tipiche dell'azienda Agnelli, comparve un'auto sportiva dalle forme avveniristiche con soli 997 chili e una innovativo motore otto cilindri a 70º, 1996cc e 105CV nella sua prima versione.

Tuttavia, l'aspetto di questo vanto che è la FIAT 8V è spiegato in modo più razionale di quanto possa sembrare. Ed è che, intorno al 1950, Dante Giacosa era completamente immerso nella progettazione di un motore V8 destinato a una berlina di fascia media. Progetto che alla fine non è andato avanti. Pertanto, contraddicendo le loro linee di lavoro- Ha suggerito alla direzione della FIAT di non scartare l'ingegno, ma di incorporarlo in un'auto sportiva di fascia alta. Ovviamente affidando in outsourcing il montaggio degli stessi alle officine SIATA (Società Italiana Auto Trasformazione Accessori).

BODYBUILDING DA PI FIRME

Girando per l'operazione commerciale che comportava la FIAT 8V, la verità è che non si adatta molto al mercato europeo. Analizzando infatti l'offerta di vetture sportive di fascia alta per il 1952 è facile notare che la FIAT non aveva a disposizione una nicchia di mercato degna di nota da riempire con l'8V. Così, la spiegazione che dobbiamo cercare negli Stati Uniti. Paese dove le leggere e nervose auto sportive europee di MG, Jaguar o Porsche stavano guadagnando seguaci giorno dopo giorno. Interessati a sondare questo mercato, i torinesi hanno visto nella FIAT 8V una buona occasione per farlo.

Qualcosa che si vede anche nell'estetica del modello, che sfoggia linee futuristiche cariche di dettagli cromati nel gusto degli americani in praticamente tutte le sue unità. Naturalmente, per quanto riguarda le scocche della FIAT 8V, è necessaria una precisazione preventiva. Ed è che, tuffandoci tra diverse gallerie di immagini, abbiamo notato le tante versioni che ditte come Ghia, Pininfarina, Bertone, Zagato o Vignale hanno realizzato su questo telaio. Curiosamente, quasi tutti con chiari accenni all'estetica dominante a Detroit, chiaramente influenzato dalla febbre della corsa allo spazio.

Un approccio estetico che si basa sulle 34 unità della prima serie. Tutti con carrozzerie realizzate dal reparto Carrozzeria Speciale della FIAT seguendo le linee tracciate dal suo capo progettista Luigi Rapi. Da loro, la FIAT 8V è stata sviluppata in altre due serie fino a 114 unità. Di cui 95-96 sopravvivono a seconda della fonte consultata. A livello meccanico, l'unica differenza notevole tra i tre era la carburazione. Che è stato messo a punto per passare rispettivamente da 105CV a 115CV e 127CV della seconda e terza serie. Potenze a priori non molto elevate, ma che unite al telaio tubolare in acciaio e al peso contenuto hanno reso la FIAT 8V una delle vetture sportive di riferimento per la classe 2 litri.

Fotografie: RM Sotheby's

PD L'unità con cui è illustrato l'articolo È stato messo all'asta lo scorso settembre in Svizzera da RM Sotheby's. È il numero 11 della prima serie. Vestita quindi del design FIAT di Luigi Rapi e terminata il 24 aprile 1953. Inoltre, dal 2011 al 2014 ha subito un profuso processo di restauro che ne fa uno dei più interessanti esemplari di prima serie. .

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Miguel Sanchez

scritto da Miguel Sanchez

Attraverso le notizie de La Escudería, percorreremo le tortuose strade di Maranello ascoltando il rombo del V12 italiano; Percorreremo la Route66 alla ricerca della potenza dei grandi motori americani; ci perderemo negli stretti vicoli inglesi seguendo l'eleganza delle loro auto sportive; accelereremo la frenata nelle curve del Rally di Montecarlo e ci sporcheremo anche in un garage recuperando gioielli perduti.

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